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    • www.fabioghezzi.com CADDE L'ANGELO di Fabio Ghezzi MURSIA editore Pagine 96 Euro 11,00 Codice 23715V EAN 978-88-425- 4107-3 INCIPIT: VARSAVIA, 21 DICEMBRE 1942 S’allungavano le ombre della sera, sulle strade affollate, tremolanti dalle luminarie dell’Avvento. Di sopra svettava l’imponente sagoma della Cattedrale, appena sfiorata dal metropolitano corteo. Risuonò profondissimamente il campanile, le sette. Tutti insieme apparirono i Demoni, evanescenti come la nebbia, assiepati sui cornicioni della Cattedrale. Languidi scorrevano con occhi bramosi lungo le vie, sopra gli Uomini. Era di nuovo venuto il tempo nel quale potevano palesarsi, e scendere sulla Terra. Soltanto uno, seduto in disparte sotto le immense campane di bronzo, fissava nel vuoto, pensieroso. Si trattava del Demone Humana Kartak. Dalla sommità del campanile a terra erano più di ottanta metri. Fece comparire le gambe, sgranchì le dita nuove, a fatica scrollò le spalle quando la sua figura divenne del tutto spirituale. Emergere dall’Oblio era un’operazione dolorosa. Provò di nuovo. Chiuse gli occhi e si concentrò, l’immobilità del tempo cominciò ad assottigliarsi; sentiva condensarsi frusciando il fiume dei secondi, dei minuti. Contrasse i muscoli, raccolse le energie e alzò il volto al cielo scuro: stava cercando di oltrepassare la barriera che lo separava dal Tempo... più s’immergeva e più saliva la nebbia, e si condensava... infine, sfiorò la membrana elastica che separava i due mondi e vi spinse contro con la mano... era l’impenetrabile Vöj... Una vampa gelida lo colpisce e lo divora, la forza del fuoco l’abbandona e senza opporre resistenza precipita giù. I Demoni, secondo le Leggi del Creato, non possono farsi sensibili, non possono costituirsi in materia. Tanto più che diventar veri, degradarsi al livello degli abitatori del tempo, per loro sarebbe la peggiore delle infamie. Eppure il Demone Humana Kartak, ostinato, si rialza titubante dalla fredda pietra dove è precipitato e reggendosi a fatica sulle gambe, forse, rimira l’alto. Con tremendo sforzo osa di nuovo far vibrare il tempo: centinaia di mulinelli vorticano sulla pelle scura. Contrae le ali per proteggersi, poggiato all’altissima parete, e s’immerge... ma, appena sotto, la forza del Vöj lo tramortisce, ancora, e lo respinge. A differenza di tutti gli Angeli Ribelli, Humana Kartak non aspetta che cali l’ombra per allungarsi sul mondo dei Mortali, all’estremità dell’invalicabile nebbia chiamata Vöj, e vagare per cibarsi del male. In disparte, osserva gli altri Demoni, quando ai primi raggi dell’alba, sazi ed ebbri, spariscono come un miraggio nel Nulla, nell’Oblio, nel Regno della Polvere. Perché essi non desiderano nulla di più; soltanto di giungere ai confini della notte ubriachi del male mietuto. Humana Kartak no; a lui non interessava l’ebbrezza, ma il riscatto. | fabio_ghezzi"> Share on Orkut
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Cadde l'Angelo, Fabio Ghezzi, Mursia. A dark Novel

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CADDE L'ANGELO
di Fabio Ghezzi
MURSIA editore
Pagine 96
Euro 11,00
Codice 23715V
EAN 978-88-425- 4107-3

INCIPIT:
VARSAVIA, 21 DICEMBRE 1942
S’allungavano le ombre della sera, sulle strade affollate,
tremolanti dalle luminarie dell’Avvento.
Di sopra svettava l’imponente sagoma della Cattedrale,
appena sfiorata dal metropolitano corteo. Risuonò
profondissimamente il campanile, le sette.
Tutti insieme apparirono i Demoni, evanescenti
come la nebbia, assiepati sui cornicioni della Cattedrale.
Languidi scorrevano con occhi bramosi lungo
le vie, sopra gli Uomini. Era di nuovo venuto il tempo
nel quale potevano palesarsi, e scendere sulla Terra.
Soltanto uno, seduto in disparte sotto le immense
campane di bronzo, fissava nel vuoto, pensieroso. Si
trattava del Demone Humana Kartak. Dalla sommità
del campanile a terra erano più di ottanta metri. Fece
comparire le gambe, sgranchì le dita nuove, a fatica
scrollò le spalle quando la sua figura divenne del
tutto spirituale. Emergere dall’Oblio era un’operazione
dolorosa.
Provò di nuovo. Chiuse gli occhi e si concentrò,
l’immobilità del tempo cominciò ad assottigliarsi;
sentiva condensarsi frusciando il fiume dei secondi,
dei minuti. Contrasse i muscoli, raccolse le energie e
alzò il volto al cielo scuro: stava cercando di oltrepassare
la barriera che lo separava dal Tempo... più
s’immergeva e più saliva la nebbia, e si condensava...
infine, sfiorò la membrana elastica che separava i
due mondi e vi spinse contro con la mano... era l’impenetrabile
Vöj... Una vampa gelida lo colpisce e lo
divora, la forza del fuoco l’abbandona e senza opporre
resistenza precipita giù.
I Demoni, secondo le Leggi del Creato, non possono
farsi sensibili, non possono costituirsi in materia.
Tanto più che diventar veri, degradarsi al livello
degli abitatori del tempo, per loro sarebbe la peggiore
delle infamie.
Eppure il Demone Humana Kartak, ostinato, si
rialza titubante dalla fredda pietra dove è precipitato
e reggendosi a fatica sulle gambe, forse, rimira
l’alto. Con tremendo sforzo osa di nuovo far vibrare
il tempo: centinaia di mulinelli vorticano sulla pelle
scura. Contrae le ali per proteggersi, poggiato all’altissima
parete, e s’immerge... ma, appena sotto, la
forza del Vöj lo tramortisce, ancora, e lo respinge.
A differenza di tutti gli Angeli Ribelli, Humana
Kartak non aspetta che cali l’ombra per allungarsi
sul mondo dei Mortali, all’estremità dell’invalicabile
nebbia chiamata Vöj, e vagare per cibarsi del male.
In disparte, osserva gli altri Demoni, quando ai
primi raggi dell’alba, sazi ed ebbri, spariscono come
un miraggio nel Nulla, nell’Oblio, nel Regno della
Polvere. Perché essi non desiderano nulla di più; soltanto
di giungere ai confini della notte ubriachi del
male mietuto. Humana Kartak no; a lui non interessava
l’ebbrezza, ma il riscatto.





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